a  2000
2000: Per la quarta volta sono tornato nel Paese dove ho sempre più amici e da dove ogni volta faccio sempre più fatica a ripartire…  Di questo viaggio provo a riportare qualche ricordo.

avvertenza: cliccare sulle foto per ingrandirle (quasi tutte…)

19 agosto 2000 : 
Milano-Francoforte-Los Angeles-Honolulu-Tonga tutto di un fiato

21 agosto 2000  : arrivo a Tonga
Dall’aeroporto trasferimento direttamente al porto perchè i miei amici "Tongani" devono salutare i marinai di una nave della marina militare italiana…. cominciamo bene mi dico, devo venire a Tonga per incontrare dei marinai italiani ???? E poi io che sono antimilitarista ? Come la mettiamo ? E cosa ci fa una nave militare italiana nel Sud Pacifico ?
Arrivati al porto guardo in giro ma non vedo nessuna nave militare, la sorpresa è scoprire che è una bellissima barca a vela che sta facendo il giro del mondo e che sta partendo per Sydney, non hanno armi ma solo vele… bene ! Anche il nome non ha niente di militare : Orsa Maggiore.
Salutiamo i marinai simpaticissimi con un pò di invidia e finalmente andiamo a casa a cambiarci e rinfrescarci, sono solo 36 ore che siamo in giro…

Ma non abbiamo molto tempo per rilassarci, siamo invitati ad un pranzo con degli amici tongani…. bene, ho una fame ! E’ un menu tipico tongano, pesce e maialino alla griglia e marinati col cocco, frutta, verdura ecc.ecc., il tutto accompagnato da vino neozelandese e dalla birra locale (salvo qualche snob che beve birra australiana… secondo me inferiore a quella tongana che è fresca e non pastorizzata) e alla fine danze improvvisate e allegria generale, dovuta probabilmente al fatto che si è bevuto parecchio, ma anche perché da queste parti si fa così SEMPRE.

Nella foto a sinistra la tavola durante il pranzo, in quella a destra sono con un amica… qualcuno mi ha scattato le foto nella quale per fortuna non sono in atteggiamenti compromettenti.

Questo è un "danzatore" (o danzatrice, è lo stesso) che nella lingua tongana viene chiamato fakaleiti (come-una-donna) e si esibisce in alcuni passi di una danza tradizionale. Nella spallina, come da usanza locale, vengono infilati dei soldi per dimostrare che si è gradita la sua esibizione. Un tempo venivano inseriti dei pezzi di tapa, un tessuto di fibre vegetali. Sono pochi decenni che è stata introdotta la valuta, che si chiama pa’anga.

Per saperne di più sui fakaleti cliccare qui…

archeologia
Visto che grazie alla mia fortuna il cielo è completamente grigio e continuano a scendere acquazzoni decido di andare a visitare uno dei siti archeologici più importanti di Tongatapu, la zona di Lapaha, dove ci sono in mezzo al bush delle antiche tombe costruite a terrazze piramidali. Con qualche problema per il fango ci addentriamo nella zona, che inizia a pochi metri dalla strada principale e con grande sorpresa  scopriamo che hanno finalmente fatto qualche lavoro di pulizia della vegetazione che stava per soffocare tutto, altrimenti sarebbe quasi stato impossibile riuscire a passare senza un machete.

Questi sono i resti delle tombe di Lapaha nell’area dell’antica capitale Mu’a. Le persone danno l’idea delle dimensioni. Ho raccolto parecchio materiale e sono riuscito a fare abbastanza foto, penso di fare una pagina dedicata all’archeologia e all’astronomia tongana nel sito dell’Ufficio del Turismo di Tonga , la documentazione che posseggo la trovate nella mia pagina dei libri su Tonga e in quelli più generali sulla Polinesia e Sud Pacifico.


il Trilithon, che pare fosse un calendario solare, ci sono rimasto un pò sotto perché dicono sia una zona con un’energia positiva molto alta, speriamo…

il Ministro
Mi sono incontrato con l’amico Ministro…. (Hon.Dr.Giulio Massasso Paunga) Giulio, che è stato pochi mesi prima in Italia ed ha giocato anche con la squadra di Rugby della mia città. Una curiosità, va in Parlamento con la cravatta ufficiale del Rugby Lecco….
Qui trovate un piccolo report della sua visita : http://www.tongaturismo.info/visita-m.htm
Abbiamo potuto trascorrere solo poche ore insieme perché in partenza la sera per un meeting in Giappone. Come al solito il suo pasto veloce di mezzogiorno è stato molto leggero : piattone di tagliatelle al pesto, mega steak con patate, zuppa inglese: Io, che pensavo dicesse sul serio e come al solito ci casco sempre, avevo appena ordinato un sandwich, in compenso mi sono bevuto tre birre.
Se vi incuriosisce il fatto che abbia un nome italiano… beh, eccovi la spiegazione. Il nome non è solo Giulio, ma Giulio Massasso, che sono il nome e il cognome dell’italiano più famoso di Tonga, che è morto pochi anni fa ed ora è sepolto nel cimitero reale della capitale. E l’unico occidentale che ha avuto questo onore. Qui potete trovare la sua storia, che sembra tratta da un racconto di avventura : http://www.tongaturismo.info/massasso.htm.
Ma perché il ministro tongano ha come nome un nome e cognome italiano? Nella pagina che ho citato non l’ho riportato, perché l’aneddoto che circola non è certo… Ma ve lo racconto qui.
Il papà dell’attuale ministro era il braccio destro di Giulio Massasso nel progetto di rinnovamento dell’agricoltura di Tonga ed erano pure grandissimi amici, tanto che fece fare a Massasso da "padrino" al figlio e volle chiamarlo con lo stesso nome, in italiano. Al momento del battesimo, però, Massasso "senior" si era distratto un attimo nel momento in cui il prete gli chiedeva come si doveva chiamare il bambino. Lui invece credette che gli stesse chiedendo le sue generalità e rispose "Giulio Massasso". E così il bambino oltre il nome si prese anche il cognome italiano, aggiunto al cognome tongano Paunga… 

Quando mi ha detto,  prima di salutarmi, che ho lo spirito "tongano" e mi troverei bene lì, mi sono passate tante cose nella testa, tanti pensieri e tanti sogni … Intanto verso sera il tempo sembrava mettersi al meglio. La foto a fianco è dalla terrazza della casa dell’amico che mi ha ospitato, non male come vista, eh ?

International Week

Presso il Tongan Center si sta svolgendo la  settimana internazionale, una serie di manifestazioni in cui le comunità straniere presenti a Tonga fanno conoscere la loro cultura, le loro usanze ed i loro costumi alla popolazione del paese che li ospita. Nella foto a sinistra Daniela, la nostra amica, sta facendo delle tagliatelle, che poi insieme a Grazia e Mariella (altre italiane che vivono a Tonga) offrirà a tutti i presenti con un ottimo ragù alla bolognese, con un grande successo. Si vedono anche gli stampi per i ravioli, altro successo. I ragazzini che guardano curiosi sono gli studenti di una scuola multietnica della capitale, dove ci sono oltre ai tongani i figli dei diplomatici e dei lavoratori stranieri. Nello stand giapponese che si trova accanto intanto offrono sushi e spiegano come si fa, vicino fanno la cerimonia del tè. Non l’avevo mai osservata con attenzione, è un rito bellissimo! Al secondo passaggio per il sushi una delle ragazze mi guarda male e mi dice che l’ho già preso, di non fare il furbo ! Allora mi ingegno, passo nello stand italiano su cui campeggia un grande poster della mia città (Lecco), l’unico che sono riuscito a trovare nei giorni prima della partenza insieme ad uno classico della Ferrari F40 (che qui forse solo il Re potrebbe permettersi, salvo che dovrebbe essere modificata e rinforzata… ora pesa solo 160 kg, ma è arrivato ben oltre i 200! ), faccio la scorta di tagliatelle e mando un amico tongano dalle giapponesi a prendere un piatto di sushi che scambio con il mio. Mica posso fare il solito italiano all’estero che mangia solo la pastasciutta !!! Mentre mangio il sushi cammino "indifferente" nei pressi dello stand Japan. Capisco di avere sconvolto la loro mentalità, allora con un paio di battute riesco a strappare una risata e poi le convinco ad andare a mangiare italiano ! La simpatica Mariella intanto arriva con uno strano recipiente da cui sembra uscire del vapore. E’ una grolla valdostana in cui ha fatto il "vin brulé". Non credo di aver mai potuto immaginare di berlo in Polinesia ! Siamo in inverno, va bene, ma ci sono 29 gradi ! 
Le consiglio per il giorno successivo di preparare qualcosa di più fresco… e dal giorno successivo quasi tutti i tongani credono che la "Sangria" sia una specialità italiana.
Mentre di giorno ci si abbuffa in tutti i modi, cinese – neozelandese – francese – inglese (?) – giapponese –  australiano, alla sera nel grande salone dedicato alla Regina Salote si svolgono gli spettacoli organizzati pure loro dalle comunità straniere. Affascinante una danza del drago cinese, con un casino di persone che si sono infilate dentro un lunghissimo serpente di carta, così come le musiche e altre danze tradizionali. Molto delicato il concerto di strani strumenti musicali giapponesi. Coinvolgenti le danze Maori dei neozelandesi, con un buon rinforzo di Tongani che intanto sono uguali. I Maori discendono dallo stesso ceppo polinesiano. Per diverse sere ogni paese, chi più e chi meno, contribuisce allo spettacolo. Anche gli italiani che vivono a Tonga. Solo che essendo molto pochi, stonati e più a loro agio in cucina che su un palco, hanno "ingaggiato" un gruppo di studenti della scuola di musica del college della capitale. Accompagnati al pianoforte dalla loro insegnate eseguono diverse arie dalle romanze più celebri di compositori italiani. E’ incredibile come cantano, ma soprattutto come pronunciano l’italiano. Probabilmente sono facilitati dal fatto che leggono la nostra lingua come la loro. Per esempio se c’è scritto "i" pronunciano "i" come noi, non "ai" come in inglese. I Tongani amano tantissimo la musica operistica italiana. Tra i dischi più venduti a Tonga ci sono quelli di Pavarotti e quelli di Andrea Bocelli.
Dato che gli italiani sarebbero stati gli unici a non eseguire una performance "personalmente" e che non era proprio corretto cavarsela solo con l’ingaggio del coro, il consiglio degli italiani anziani aveva deciso che la vittima sacrificale era meglio la facesse qualcuno che poi non dovesse essere deriso tutto l’anno dai "locali". Il poveraccio prescelto per l’esibizione aveva dovuto girare tutti i negozi e i mercati di Tonga nel pomeriggio per trovare una barba finta. Dato che nessuno sapeva nemmeno che potesse esistere, si era ingegnato a costruirsela usando materiale locale… Intanto il pubblico presente (tremila persone…) era rimasto attonito dopo che il presentatore aveva annunciato una grandissima sorpresa, il più grande cantante italiano, nientepopodimeno che Pavarotti ! Un piccolo faretto seguiva l’ingresso del grande tenore sul palco e mentre questo salutava con un inchino il pubblico un boato tremendo di entusiasmo quasi faceva crollare la struttura. Iniziava la musica … le note inconfondibili di "La donna è mobile" mentre il "maestro" già cominciava ad asciugarsi il sudore con una tremenda salviettona multicolore (d’altronde bianca come la solita non era riuscito a trovarla…). Tutto andava per il meglio, il pubblico era in religioso silenzio quando, durante l’esecuzione di un do di petto, al "maestro" si spostava la barba e gli finiva in bocca ! Con un abile giravolta mentre se la assestava credeva di essere riuscito ad ingannare il pubblico. Invece già quelli delle prime file si sganasciavano dalle risate… Ma mentre eseguiva l’acuto finale accadeva l’irreparabile. Improvvisamente i bottoni della camicia cedevano e il panzone posticcio (un grande pezzo di gommapiuma) andava a finire proprio addosso ad un ministro seduto in una (forse due) poltroncina della prima fila, proprio sotto il palco. Il "maestro", preso dalla disperazione, si strappava completamente la barba e stava per darsela a gambe spaventato a morte dal pubblico che si era alzato in piedi minaccioso. Altro che minacciosi, si stavano rotolando per terra dalle risate (è qui che compresi il significato di ROTFL) e chiedevano all’unisono il BIS. Preso coraggio il "maestro" propone l’esecuzione del BIS dopo una birra. Non l’avesse mai fatto. Decine e decine di persone saltano sul palco con bottiglie di ‘Ikale Tai, la birra locale e il "maestro", rispettoso delle tradizioni e per non offendere nessuno, comincia a bere, bere, bere… finché un tongano di media stazza lo solleva senza nessuna fatica e lo porta giù dal palco, mentre al microfono sta blaterando dei saluti in un nuovo esperanto, un misto di italiano, milanese, bergamasco, veneto, tongano e inglese. Credeva di aver fatto una figuraccia invece la sua esibizione pare sia stata quella più gradita dal pubblico, tanto che gli viene proposto l’ingaggio per una tourneé in tutto l’arcipelago… I Tongani amano tantissimo scherzare e ridere. Il nostro "eroe" lo sapeva … Anche le giapponesine hanno gradito l’esibizione e si avvicinano al "maestro" e subito si accorgono che è il "ladro di sushi" !!! Invece di arrabbiarsi gli chiedono di posare in mezzo a loro per una foto ricordo… Naturalmente l’amico del "maestro" non aveva il flash e quindi non mi è stato possibile documentare meglio quella serata. 
Forse è meglio così !!!

il viaggio continua …

in giro per Tongatapu     Vava’u     ultimi giorni, Auckland e Singapore

P.S. la qualità delle foto è quella che è, ho usato una piccolissima Nikon compatta, con un piccolo zoom, non sono un fotografo e non voglio perdermi il gusto del viaggio per lo stress di far foto… 

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